Natura e Arte
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Breve storia
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Orari e regole
 
Storia  del parco di Gravellona Lomellina
 
Preistoria   Al tempo dei Celti (i Romani li chiamavano Galli) il  villaggio di Gravellona Lomellina sorgeva su un terrazzo fluviale sulla sponda destra del torrente Terdoppio che gironzolava lento con meandri paludosi in una vallata poco profonda ad est del villaggio.
 
Periodo rinascimentale   Il Duca di Milano ci aveva piacere di portar via le acque del nostro torrente e le fece deviare su Vigevano.
La valle del vecchio corso d’acqua in cui rimase comunque dell’acqua venne poi bonificata e poco alla volta scomparve  l’immensa foresta che la ricopriva.
 
‘800 e ‘900 Questa  zona (che è quella del nostro parco) venne livellata a marcita e poi a risaia.
 
Dal 1993 …
L’amministrazione comunale progettò di fare il parco dei tre laghi.
Occorsero 10 anni di lotte burocratiche per avere i permessi per scavare i laghi!
Il Comune intanto comprava, poco alla volta, i terreni e piantava alberi (circa 7000) con l’aiuto di volontari.
In ordine:
Drenò terreni paludosi per avere percorsi carrabili.
Scavò la palude e i tre laghi che si riempirono di acqua sorgiva. Con la terra di scarto innalzò le colline di cui una a forma di teatro greco
Fece quattro ponti sui corsi d’acqua.
Posizionò una casetta di legno ora sede del canoa club
Fece la baita bar/ristorante  con la sede degli gli “amici del parco” con la piccola fattoria,  giochi per bambini, il recinto sgambatoio per cani, il dolmen, il cromlech le scalinate ciclopiche ed il totem di palude la zattera coperta per la musica sull’acqua
Ora il parco ha circa 232.000 metri quadri tutti comprati dal Comune o dati da tre donazioni di privati cittadini.
 
Nel 2013 la prima festa “il fiore e il lago” mercato del verde dei fiori e dei sapori
 
Il parco nel 2014 ha visto circa 30.000 visitatori
 700 tavoli prenotati per pic nic, all’aperto
 250 tavoli prenotati in baita al coperto La formula del bar/ristorante, non ha dato buoni risultati, ed è stata sostituita con l’affitto tavoli al coperto e du un piccolo ristoro nella bella stagione al sabato e domenica.
 
Un centinaio di pescatori iscritti
 
 
 “riso del parco” dei tre laghi
 
Visita
 
Entriamo dalla piazza
Passiamo di fianco ad un mulino le cui origini sono molto antiche 1200 ma ristrutturato negli anni 50 del ‘900
All’interno i meccanismi sono ancora funzionanti.
Alla sinistra il monumento alla zanzara di Salvatore Fiori, fatto in occasione del campionato europeo di caccia alla zanzara  per coppie, 2001  A destra il muro ospita quadri di macchiaioli e post macchiaioli foto Mutti
Entriamo nel parco
Siamo su quello che resta su di una terrazza fluviale che si affacciava al torrente Terdoppio.
Il primo lago è chiamato Volpera perché così si chiamava un fontanile, oggi scomparso che passava in quella zona
La profondità dell’acqua è circa 4,5 metri. L’acqua sorge dal sottosuolo.
Il sottosuolo della nostra pianura è fatto di strati di sabbia e ghiaia alternati a stati minori di argilla. L’acqua penetra ai piedi delle nostre Alpi, scorre tra i pori di sabbia e ghiaia scorre e riemerge se si scava.
I primi a canalizzare e ad usare sapientemente le acque di pianura ai fini irrigui furono i monaci nel medioevo.
Sullo sfondo di vedono le piante bisecolari del giardino dei conti Barbavara, raro esempio di giardino all’inglese in Lombardia, esso stesso frutto di rimodellamento del terreno alla fine del 1700 inizio 1800 con formazione di laghetti e colline. (Vedi capitolo)
Questo giardino privato ha costituito un serbatoio di biodiversità vegetale e animale negli ultimi 60 anni in cui la monocoltura agricola ha fatto quasi scomparire le varietà vegetali e animali.
Questo ha permesso di ricolonizzare rapidamente il nostro parco dei tre laghi con libellule, lucciole, farfalle e tante altre specie altrimenti quasi scomparse.
Ora nidificano gli svassi, le gallinelle, le anatre selvatiche, (germano e moretta) oche , lepri, volpi e, purtroppo, nutrie (castorini).
Presenti ma non ancora nidificanti: picchio, ghiandaia, nitticora, , airone cinerino, folaga, gabbiano, cormorano,  martin pescatore ecc..
La collina lunga è stata innalzata per fermare i rumori della strada per Vigevano.
Il fosso che ci divide dal giardino privato è una “idrorecinzione”, un divisorio naturalistico al posto di un antiestetico e scavalcabile muro.
Passiamo sul fontanile cavo Madonna. Troviamo davanti a noi un prato un tempo chiamato giasciarin (ghiacciaia) D’inverno veniva allagato la sera con un velo d’acqua che ghiacciava di notte e serviva a riempire le ghiacciaie. Di queste ghiacciaie storiche ne sono rimaste tre a Gravellona.
Le piante del parco sono state piantate da volontari, ad eccezione di qualche pioppo e pochi esemplari di quercia.
La collina più grande è anch’essa frutto dell’accumulo di quel terreno semiargilloso scavato per fare i laghi che, non essendo utile all’edilizia, non è stato venduto.
La vendita della ghiaia e sabbia ha contribuito a rendere possibile economicamente ad un paese piccolo come il nostro fare un parco così grande e bello.
I terreni sono stati comperati uno per uno a prezzo agricolo dal Comune e con l’aiuto di tre donazioni private.
Il parco dei tre laghi è stato l’investimento principale del Comune che per un decennio ha investito nel verde la gran parte dei proventi economici che venivano dall’edilizia. 
 
Le scalinate in granito sono frutto di materiali di recupero; il cromlech e il dolmen sono pietre che vengono da Gravellona Toce e dintorni
 
Il dolmen
Nel 1998 una grande frana di massi di granito levigati da acque e ghiacciai preistorici scese minacciosa su Gravellona Toce.  Gravellona Lomellina si fece avanti e ottenne alcuni grandi massi per farne un dolmen.
Dolmen è una parola bretone composta  da taol (tavola) e men (pietra), che sta ad indicare una tomba preistorica fatta di poche pietre infisse al suolo che sostengono un’altra grande pietra orizzontale.
 
L’apertura della camera dei dolmen era generalmente orientata al tramonto nel giorno del solstizio d’estate 24 giugno, diventata festa di san Giovanni.
 
Presenti in tutta l’Europa, la loro datazione risale alla età del bronzo (dal 3000 al 1000 avanti Cristo).
 
A Gravellona il dolmen è stato installato per la festa dell’arte 1998 sul dosso del Valdarengo (allora il parco dei tre laghi non era ancora pronto) e riposizionato al parco dei tre laghi nella primavera 2010.
 
 
Cromlech
Parola gallese composta da crom (cerchio) e lech (pietre): cerchi di pietre infisse nel suolo in corrispondenza delle posizioni del sole nell’arco dell’anno. (funzione di calendario).
Presenti in varie parti d’Europa (anche in Lombardia e Piemonte) risalgono all’età del bronzo (3000-1000 A.C.)
Il cerchio di pietre di Gravellona Lomellina presenta grosse pietre a coppie, le fenditure fra le quali sono orientate all’alba ed al tramonto del sole nei solstizi d’inverno e d’estate. Ad essi si aggiungono altre pietre in direzione nord sud ed altre con funzione di porte. E’ stato posto sulla collina grande nella primavera 2010 su suggerimento e calcoli dell’arch. Alberto Arecchi.
 
Tutti e  tre i laghi sono pieni di pesci di molte specie: lucci, persici, trote, carpe, tinche ecc  Fra di loro citiamo il luccioperca pesce straordinario che è la base del risotto al luccioperca piatto speciale di Gravellona lomellina….
Ci sono anche le gambusie, piccoli pesci che si nutrono di larve e uova di zanzara e fanno diminuire  in maniera importante la quantità di zanzare attorno alle rive.
Si può pescare con un abbonamento annuale e seguendo un regolamento che viene aggiornato ogni anno. (vedi regole)
Rivolgersi agli amici del parco
 
C’è un recinto per fare scorrazzare i cani senza guinzaglio.
palo con sopra un traliccio per far nidificare da cicogne.
E’ stato invece nidificato da tortore.
Canoa club
 
Arriviamo alla baita del lago a disposizione dei cittadini che la vogliono prenotare per feste private, matrimoni ecc.
Sotto due locali. Uno è sede di un ristoro durante la bella stagione, ristoro  che finanzia una fondazione benefica; l’altro è la sede degli “AMICI DEL PARCO” gruppo di volontariato che cura e migliora di anno in anno il parco stesso, facendo esso stesso molti lavori.
Da loro si hanno le informazioni e da loro si prenotano i tavoli da pic nic e della baita.
Sopra c’è una ampia sala arredata con vecchi attrezzi da pesca che i apre su una terrazza con magnifica vista sul lago.
zattere che all’occasione delle feste possono diventare palcoscenici per musica in mezzo all’acqua.
Questa è la parte del parco dove si svolgono anche vari eventi di cui i più importanti sono:
Il fiore e il lago primo fine settimana di maggio mostra mercato florovivaistica e alimentare
La festa dell’arte prima metà di giugno festa di arte musica natura e gastronomia
Altre feste sport, cani, ciclocross/mountain bike, raduni boy scout, centri estivi, scolaresche in gita,idromodellismo, passeggiate a vedere le lucciole…
 
Totem con animali di palude: zanzara, airone, pesce, rana
Idea Gravellonese, disegno di Libero Greco, 14° festa dell’arte Anno 2008
 
 
 La piccola fattoria con gli animali domestici e il piccolo parco giochi completano le funzioni del parco, vero paradiso per gli amanti della natura, della bellezza e dei bambini.
 
Resta ora da visitare il terzo lago: il lago delle streghe
Il lago delle streghe è detto così perché al confine del parco verso est scorre un corso d’acqua chiamato “roggia delle streghe”.
Il terzo lago è quello che sembra il più naturale.
Una delle sue rive non è aperta al pubblico ed è caratterizzata da un fitto bosco.
Il lato sud del lago circonda la collina ed è stato volutamente tenuto poco profondo. Si chiama “palude delle streghe” le acque basse consentono un’importante differenziazione di habitat naturali.  Qui è vietata la pesca.
 
 
L’ingresso al parcheggio fra due pilastri con le statue un tempo chiamate dai Gravellonesi Giulietta e Romeo.
 
Regole
Parcheggio e ingresso liberi
Tabella orari
 
 
No motori a scoppio
Cani al guinzaglio liberi in recinto apposito
Bici
Balneazione
Cavalli
canoa
picnic
Noleggio Baita
Pesca