Vicolo Cà di Ratt
Vicolo Cà di Ratt


2 – VICOLO DELLA CA’ DI RATT:
Procedete ora verso sud. Dopo 20 metri, all’altezza della Caffetteria del Corso, attraversate la strada ed entrate nel vicolo che vi trovate di fronte (dove ci sono i cartelli del ristorante Ca’ di Ratt).
E’ un vicolo con un mix si autori vari nel tentativo di creare un angolo di vita dell’800.
Ad accogliervi, sul lato destro, c’è lo sguardo sognante di un’elegante fanciulla, protagonista del quadro “Sogni” di Vittorio Matteo Corcos, opera molto famosa, che ha conosciuto grande successo in svariate copertine e pubblicità.
Accanto ad essa le “Cucine economiche di Porta Nuova” di Attilio Pusterla, ritraggono la tristezza di una mensa per la povera gente di Milano: il crudo accostamento fra l’annoiato agio della borghesia e la solitaria e dignitosa miseria del popolo è qui volutamente cercato e rappresenta uno dei temi principali della nostra Galleria d’Arte.
 
Sul lato sinistro, trovate in ordine dall’inizio
  • “Il gioco delle bocce” di Ruggero Focardi, macchiaiolo, piacevole scena di svago paesano nella campagna toscana. A pensarci bene, i modi per rilassarsi con gli amici non sono poi cambiati tanto da allora… notare come un tempo anche i giovani erano vestiti da vecchi mentre oggi i vecchi si vestono da giovani…
  • “Ritorno dalla sagra” di Mosè Bianchi, dove il grande pittore monzese ha ritratto due chierichetti impegnati in un’aspra divertente battaglia con le oche sotto la pioggia battente
  • “Per la tua dote” opera di Luigi Bocca, pittore vigevanese, membro di una fortunata famiglia di pittori che hanno dato lustro alla città di Vigevano. In quest’opera egli rappresenta una delle più antiche tradizioni legate al matrimonio, quella della dote, un tempo diffusa anche in Lombardia e qui declinata nell’umiltà della classe contadina. L’ adolescente assiste svogliata alla raccolta delle piume d’oca per fare i piumoni . (non c’era riscaldamento nelle camere da letto) da portare in dote.  Si vede  lo scarso entusiasmo per la vita dura da sposa che attende la giovane.
  • “In battello sul Lago Maggiore” di Angelo Morbelli, quadro realizzato con la tecnica divisionista, che ritrae un battello tuttora esistente ed operativo sul Lago Maggiore. In questo stesso battello restaurato noi Gravellonesi  abbiamo portato gli amici francesi di Linards a fare un giro sul lago, in occasione del nostro gemellaggio. Se osservate lo sfondo della scena noterete delle montagne bianche: sono le cave di granito, da cui viene la pietra del nostro monumento ai caduti.  E’ un quadro che rappresentata un po’ di storia gravellonese.
  • Sul muro del ristorante Ca’ di Ratt (“casa dei topi” in dialetto lombardo) trovate poi un quadro decisamente simpatico: “Il sorcio” del veneziano Giacomo Favretto, che ha voluto ritrarre questa divertente scena domestica in cui un coraggioso giovinetto tenta di salvare delle fanciulle spaventate da un topo nascosto sotto la credenza.
  • A proposito di ca’ di ratt, ora è un ristorante ma prima fu cantina e prima ancora fu torchio dell’olio. Olio? Non di oliva certo ma di ravizzone o di noci. Sapore non era buono ma l’olio non serviva per la cucina. Per la cucina c’era il grasso di maiale o il burro. L’olio serviva per le lanterne. Non c’era mica la corrente elettrica o il petrolio o il  gas!
 
  • Al fondo del vicolo trovate un quadro che molto probabilmente avete già visto da qualche parte: è  il famosissimo “Bacio” di Francesco Hayez. Ritrattista senza eguali, Hayez ha ritratto i più grandi personaggi del suo tempo, Cavour, Verdi Manzoni… Questo dipinto di gusto decisamente romantico, è diventato universalmente un simbolo d’amore; il pittore ha in realtà celato un significato politico: gli accordi con Francia di Napoleone III che si impegnava a liberare il Lombardo-Veneto dall’Austria si iintravedono nei colori della bandiera francese. Una delle più belle caratteristiche della pittura è sempre ciò che si cela dietro al significato evidente di un’opera…
  • Accanto al “Bacio” trovate un’opera molto tragica del coraggioso Gerolamo Induno, patriota e volontario risorgimentale, che qui ha voluto dipingere il lato meno eroico e più tragico delle Guerre d’Indipendenza italiane, quello lontano dalla gloria dei campi di battaglia: sola in una stanza disordinata una giovane donna osserva con apprensione il ritratto del suo amore partito per la guerra d’indipendenza. Il titolo dell’opera, “Triste presentimento”, rende superflua ogni ulteriore spiegazione: Il busto di Garibaldi e la riproduzione del già famoso bacio di Hayez sul muro …
 
A questo punto, spostandovi sulla destra trovate: “Festa popolare a Roma
Di padre greco e madre veneziana fu pittore di scene di genere, di costume, di ritratti e vedute, fuse l’abilità coloristica dei Veneti con la fantasia orientale. Usò altrettanto la tecnica dell’acquerello (in cui eccelse) e la pittura ad olio.
 
Festa popolare a Roma                   E’ un piccolo acquerello cm 22 x 30.5 che abbiamo ingrandito
presenta particolari di una ingenuità da stampa popolare, ma la composizione è ben organizzata, il colore è fresco e macchiato con gusto sul fondo grigio. L’atmosfera di festa nel quartiere è ben resa, con pennellate appena abbozzate.  La partecipazione della gente in piazza e affacciata alle finestre delle povere case di una Roma paesana non ancora gonfiata dalla burocrazia è vista con simpatia.
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  • poi “Mestizia crepuscolare” di Giovanni Battista Ciolina, della val Vigezzo nasconde un profondo studio della luce  e un amore infinito per la dura vita in montagna ed
  • infine “Mattino d’estate” di Pietro Chiesa pittore svizzero Ticinese che compensa la tristezza del precedente con una spensierata scena di quotidianità campagnola dove una bambina a piedi scalzi sull’aia getta delle granaglie alle galline; notate attentamente il brillante gioco di luci ed ombre che il pittore ha saputo rendere con grande maestria.
  • Se guardate in alto spazzacamini e un acrobata residuo  di una festa dell’arte. Se l’uva è matura potete assaggiarne qualche acino,
  • Se uscite dal vicolo e tornate sul corso principale. Ci sono ancora tante cose da vedere…
 
 
 
Con la Caffetteria di fronte a voi, procede verso destra, sul lato destro della strada trovate altri mosaici incastonati nel marciapiede. Ricordate che se volete una guida a questi mosaici vi consigliamo di guardare i pannelli esplicativi sul municipio.Sui muri i trovate invece murales relativi a quel concorso sulla burocrazia di cui vi abbiamo parato. Se vi state chiedendo che cos’è quel grande edificio malconcio dall’altro lato della strada, si tratta di una grande residenza signorile di proprietà privata ora in stato di semiabbandono.
Giunti allo STOP avete due possibilità, proseguire diritti e attraversare l’incrocio, oppure andare a destra su via Bellini. Io vi suggerisco di proseguire diritti, in modo da comporre un percorso più ordinato, torneremo molto presto sui via Bellni.
 
Gravellona Lomellina
Corso Insurrezione