La Piazza di Gravellona Lomellina
La Piazza di Gravellona Lomellina


Per la visita del paese consigliamo di cominciare dalla piazza), municipio e chiesa parrocchiale si guardanofrontalmente.
 
A Gravellona si mescolano 5 tipi di arte.
Arte libera (Spazzacamini, strega, gatti che suonano…)
Il concorso di pittura “Medioevo: San Giorgio combatte contro il Drago – XX secolo: l’uomo libero combatte contro la burocrazia”
I mosaici sui marciapiedi che recano le storie di Gravellona
La galleria dei capolavori dell’800 Italiano
Il parco dei tre laghi e giardino Barbavara  esempi di ricostruzione artistica della natura.
Quindi preparatevi alla nostra allegra mescolanza
 
MUNICIPIO E CORTILE:
 i murales sul Municipio sono stati fra le prime opere a decorare Gravellona Lomellina. Sono il Frutto del concorso di pittura “Medioevo: San Giorgio combatte contro il Drago – XX secolo: l’uomo libero combatte contro la burocrazia”, questi murales partono dal municipio e si estendono lungo tutto Corso Insurrezione. Realizzati da diversi artisti principalmente novaresi capitanati da Libero Greco, essi declinano il tema del concorso secondo varie sensibilità e linguaggi artistici, alcuni in modo più eroico, altri in modo più satirico e dissacrante.  Soffermiamoci almeno sugli ultimi due pannelli di Libero Greco un artista che ha disegnato gli spazzacamini e moltissime delle opere di Gravellona:
Penultimo quadro: ritratto di gruppo di quelli che se la fanno grassa nella società burocratica:, checca, banchiere, mafioso, borghese, politico, medico, avvocato, giudice, generale, sindaco, poliziotto, prostituta, prete, giornalista, ecologista,  professore. Davanti a loro sta il popolo, simboleggiato dal porcello, animale che, come è noto, prima digerisce di tutto e poi si farà spolpare tutto. Vedete la bandierina Italiana sulla sua coda. E’ il popolo italiano.
Nell’ultimo pannello a destra San Giorgio li infilza tutti e li porta all’inferno.
 
A destra ancora sagome di gatti musicisti. Dovete sapere che in municipio abita una gatta famosa per essere la prima gatta sindaco al mondo
Da vero politico non fa nulla: ingrassa, dorme e tutti parlano di lei.
Osservando il marciapiede su cui sostate vi renderete conto che è lastricato di numerosi mosaici nel porfido, che si estendono per tutta la lunghezza dei marciapiedi del corso, da entrambi i lati. Ognuno di questi mosaici è collocato in punto preciso, ove racconta un pezzetto della storia di Gravellona Lomellina.
Sul muro esterno del palazzo municipale, in basso a destra, potete trovare dei pannelli esplicativi che descrivono in modo approfondito alcuni dei murales e tutti i mosaici. Un Qr code specifico vi farà raccontare le loro storie che potrete ascoltare a parte guardando verso il basso mentre per tutto il resto bisogna guardare in alto
Superando il cancello del municipio ed entrando nel cortile potete osservare sulla vostra destra una grande installazione che ricopre con enormi grappoli d’uva parte dell’edificio; Vi suggerisco di osservare per un attimo le simpatiche sagome che adornano l’atrio municipale a sinistra ci sono i popoli che sono venuti a Gravellona  e un drago dove c’è la tana di una “feroce” vigilessa; a destra scena di gatti e  pipistrelli.
 
 
 
PIAZZA
Ora salite sui gradini di granito  e guardatevi in giro. Sarete in compagnia di una rana (artista Zanetti di Omegna) e di un velocipede (opera di Petralia di Cassolnovo)
Prima di cominciare a passeggiare osservate i tetti:  la  strega e i 5 spazzacamini.
Accanto ai quadri della burocrazia, molti dei quali sono stati tolti perché deteriorati, ci sono riproduzioni di pittori italiani dell’800. In piazza e nella vicina via  a est sono riprodotte tele dei pittori della bella società.
Nel resto del paese troverete i pittori che descrissero la vita del popolo.
Ai lati della chiesa Federico Zandomeneghi elegante descrittore della femminilità borghese della belle époque:  a destra La lezione di canto (originale a Milano in piazza della Scala):
Ora guardate a destra. C’è una casa di stile con un terrazzo fiorito.
.Ci sono delle ceramiche che sono state il primo premio del concorso della burocrazia. (Artista Giovanni Crippa di Omegna)
Da sinistra un cavaliere risale in una vallata di codici e va poi in soccorso ad un meschino che sta per essere divorato dal mostro della burocrazia.  In alto nel fregio: animali mitologici. 
A destra ceramiche dello stesso autore. Raccontano  come l’agricoltura da quella tradizionale a quella moderna hanno modificato la campagna fino alla grande cementificazione del territorio: Le montagne guardano impassibili dall’alto lo scempio della più fertile pianura d’Europa.
In alto nel fregio: le essenze agricole che ci hanno sfamato nei secoli ghiande, grano, riso, mais, bovini, ovini, rane, pollame ecc.
 
Un altro quadro  di Zandomeneghi lo troverete sulla stessa casa di fronte al municipio. A fianco ad una tradizionale icona sacra si tratta di “un ultimo sguardo” (originale a Venezia)
Alla sinistra della chiesa. Ci sono altri due quadri di Federico Zandomeneghi
Veneziano, dopo aver partecipato all'impresa dei Mille ed alla terza guerra di indipendenza, Zandomeneghi si stabilì a Firenze, contatto con i Macchiaioli.
Nel 1874 partì per Parigi con l'intenzione di fermarsi poche settimane e vi rimase, invece, fino alla morte.
A Parigi si legò con il gruppo degli Impressionisti, espose con loro, visse con loro, come loro.
A contatto con gli impressionisti, nell'ambiente pieno di fascino di Paris rinnovò il suo stile che si era formato con i macchiaioli. Sono Degas e Renoir che influirono di più su di lui e, nella loro scia dipinse con gusto raffinato nature morte, interni, nudi, scene di vita parigina e qualche stupendo paesaggio. Non è l’alta società di Boldini e De Nittis che ritraeva ma la vita borghese un po’ più bohemien del quartiere Montmartre, dove viveva.
Zandò (come lo chiamavano a Paris ) fu un coloritore delizioso sia ad olio sia a pastello, memore della virtù della pittura veneta che sapeva fasciare le sue creature di una densa atmosfera tonale.
 
Il suo soggetto prediletto fu la figura femminile che risentiva dell'influsso della moderna eleganza, diffusa attraverso le riviste di moda.
Una notevole collezione di suoi dipinti si trova nel vicino museo del Castello Visconteo di Pavia
Place d’anvers Immagini di bambinaie e mamme di famiglie agiate in un’atmosfera serena di una piazza parigina non ancora invasa dal traffico.
I bambini giocano le donne fanno crocchio
E’ il 1880. Ormai Zandomeneghi è parigino al cento per cento
A sinistra “riflessione” Interno borghese, pettinatura e vestiti sobri ma eleganti, condizione femminile avanzata: la donna di fine ‘800 legge non solo narrativa (il giornale è ripiegato sul tavolo).
Una statuetta con una donna nuda riflette l’emancipazione dei costumi delle famiglie nella belle époque.
Le tonalità sul verde dello sfondo contrastano volutamente con il rosso della camicetta lasciando una sensazione di calda semplicità.
 
Originale al Castello di Pavia
 
Passiamo sotto due quadri del vecchio concorso di pittura sulla burocrazia e sull’alto lato della piazza troviamo alcuni quadri di Giovanni Boldini
Ferrarese, figlio d’arte si recò a Firenze sui vent’anni, a contatto con i Macchiaioli, ma già manifestava uno spirito estroso, vòlto alla ricerca di raffinate eleganze. Dai Macchiaioli trasse parte della sua tecnica pittorica, ma non i valori e i loro impegno politico e sociale.
Nel 1870 lasciò l'Italia. Prima fu a Londra dove iniziò quella brillante opera di ritrattista che doveva dargli fama europea. Poi fu Parigi il centro della sua attività, dove si stabilì nel 1871. Ben inserito nell’alta società parigina, ne divenne ritrattista apprezzatissimo. Il suo disegno rapido, il colore squillante, il tocco audace e sicuro esemplificano bene il carattere di una società frivola e raffinata.
Raggiunta la celebrità e la ricchezza non smise di impegnarsi nel lavoro, che programmava minuziosamente: ogni suo quadro era preceduto da schizzi, appunti e prove per ottenere la perfezione formale. Persino i suoi caratteristici, rapidissimi colpi di pennello, le cosiddette "sciabolate", che imprimevano vita e movimento, erano accuratamente studiati. 
Fu artista molto chic, amante della raffinatezza e delle belle donne.  Suoi soggetti prediletti furono le eleganti e slanciate signore dell’alta società. Narrò egregiamente la breve parabola della Belle Epoque, epoca di benessere e spensieratezza sfacciata, cancellata improvvisamente e tragicamente nel 1914, con lo scoppio della Grande Guerra.
 
Girate ora  la testa e guardate il monumento ai caduti: guardate le lapidi: quanti ragazzi morti per un paesetto come il nostro! E monumenti simili con elenchi lunghissimi di ragazzi morti si trovano in ogni paese europeo! Così fini la belle époque
 
Torniamo a Boldini e alla sua belle époque.-
Di Boldini sono rappresentati quattro quadri: L’amazzone che si trova alla galleria d’arte Moderna di Milano la cantante mondana (museo Boldini Ferrara)
la passeggiata nel parco e lo strillone parigino (raro esempio di soggetto boldiniano preso dal mondo popolare) entrambi a Napoli
 
Gravellona Lomellina
Piazza Pietro Delucca, 36