Via Matteotti e Oratorio
Via Matteotti e Oratorio


La via che va a Vigevano è una via di costruzioni in stile ottocentesco e ha, alla sua sinistra il gioiello di Gravellona: il giardino dei conti Barbavara chiamato dal popolo il “Giardinon”.
Sul finire del’700 un conte, innamoratosi dei giardini all’inglese durante un suo viaggio, decise di costruirsene uno a Gravellona. Fece scavare a picco e pala i laghetti che si alimentarono con acque risorgive. Coi secchi, a spalla, la terra fu portata ad innalzare le colline. Poi fece piantare piante originali di questa zona, querce e pini (non tutti sanno che il pino era originario della pianura e se ne possono trovare ancora nei boschi del Ticino) Poi si fece costruire una villa con una grande torre da cui (prima che le piante fossero così alte) si poteva vedere Milano. A fianco alla grande torre c’è una sala per feste e concerti. Il giardino è a disposizione per feste private e durante la festa dell’arte è visitabile liberamente.
Sulla destra trovate una raccolta dei quadri del pittore De Nittis,
De Nittis, pugliese, ribelle di buona famiglia, si portò prima a Napoli e poi a Firenze dai Macchiaoli che erano allora la vera avanguardia artistica italiana ed europea. Da lì fece il salto.
Andò a Parigi dove ebbe fama e successo dipingendo l’alta società qui rappresentata nei momenti di pubblico svago.
Mantenne però un caro rapporto con la sua patria, rapporto che si sente nel quadro colazione a Posillipo. Morì giovane e sua amata moglie Leontine regalò tutte le opere rimaste alla città di Barletta sua città natale.
La chiesa, il cortile e il campanile appartenevano ad un convento di frati agostiniani venduto all’asta durante il periodo napoleonico e rimaneggiato in stile ottocentesco.
Avanti, sul muro dell’oratorio, oltre il ritratto di Verdi, opera di Hayez, trovate le sagome in ferro scena anni ’50 di contadini che ritornano dai campi.
I disegni sono di Libero Greco.
La sequenza continua dietro l’angolo.
Trasformare i brutti muri di cinta in qualcosa di artistico è un altro obbiettivo del nostro paese.
Le immagini si continuano anche nel retro del muro con pannelli colorati in alluminio verniciato, stessa tecnica usata nelle riproduzioni dei quadri.
Se arrivate da Vigevano a destra e a sinistra incontrate sagome di pecore con un pastore che vi accolgono, assieme alle sagome di due carri agricoli con buoi e cavallo sulla collina.
La collina conserva una ondulazione naturale del terreno. Un tempo queste ondulazioni erano normali in Lomellina. Ad una ada una sono state tutte spianate e ora questa è un’eccezione.
La collinetta è stata conservata apposta per motivi storici e paesaggistici.
E’ l’entrata principale di Gravellona e chi arriva in Gravellona, deve essere accolto da un ingresso gradevole e non dal retro di periferia, case e capannoni casuali e disordinati, come è purtroppo è la regola degli ingressi nei paesi e nelle città di pianura.
Tutti gli ingressi a Gravellona sono curati in questo senso.
Gravellona Lomellina
Vicolo Giuseppe Verdi, 3