Lago Maggiore
Lago Maggiore


La regione del lago Maggiore era già abitata in tempi preistorici, come testimoniano numerosi ritrovamenti, fra i quali i più noti sono quelli del lago di Varese, di Lagozza, di Golasecca, del varesotto e del locarnese, riferibili per gran parte all'età del bronzo e del ferro.

In queste contrade, si stanziarono più o meno durevolmente, e secondo ipotesi probabili, liguri, umbri, etruschi e galli, tra i quali ultimi ebbero prevalenza le tribù degli insubri e dei leponzi

Verso il III secolo a.C. sopravvennero i romani, che faticosamente si imposero solo nel II secolo a.C. bonificando terre, aprendo strade e fondando borgate spesso fortificate, in funzione antibarbarica.

Il lago chiamato allora Verbanus, ebbe ad Angera ed a Locarno i suoi centri militari e commerciali più importanti, già in quei tempi infatti, attivi scambi univano le opposte rive.

Il Verano fu compreso nella XI regio transpadana augustea con capitale Milano.

La strada romana che saliva dalla pianura verso il nord delle alpi, passava da Arona, Dagnente, Levo, Romanico, Baveno, Oltrefiume, Feriolo, (da dove diramava per l'Ossola) e giungeva ad Intra attraverso il ponte di Cossogno.

Dal III secolo cominciò a diffondersi il Cristianesimo per opera sopratutto dei Santi Barnaba, Lorenzo, Gaudenzio e Giulio di Orta.

Tempi calamitosi conobbe tutta la zona Verbanese quando irruppero i barbari: nefasti in particolare i Burgundi che passarono di qui durante la loro migrazione verso la valle del Rodano (fine del sec. V) 

Dal 569 si stabilirono nell'Italia del nord i Longobardi che instaurarono, al posto degli antichi municipi romani, i loro ducati fondati su ordinamenti militari

Dal 774 ha inizio la dominazione franca orientata verso il papato e ripartita in contee. Angera, già a capo di un vasto ducato comprendente gran parte delle due rive del lago, è ora il centro di una più piccola contea, il resto del verbanese era diviso tra le contee di Seprio e dell'Ossola.

Esauritasi la dinastia Carolingia, succede in Italia il turbinoso regno feudale che vede a Caldè la vittoria di Ottone I di Sassonia il "rinnovatore del Sacro romano Impero", sui figli di Berengario II (963).

Maccagno diviene allora, e rimane per otto secoli, feudo imperiale, cioè alle dirette dipendenze dell'imperatore, anche se tramite i Mandelli. Siamo ormai in pieno svolgimento della complessa, intricata dialettica feudale, con le sue lotte tra Papa ed Imperatore, tra il potere religioso e laico.

Nelsecolo XII si impongono sul lago i signori De Castello, poi i Barbavara, mentre alcune località sono soggette agli arcivescovi di Novara, di Vercelli e di Milano sia per lo spirituale che per il temporale (feudalesimo ecclesiastico).

La potenza degli arcivescovi di Milano diviene sempre maggiore, sopratutto da quando tali saranno i Visconti (che abilmente sanno congiungere o distinguere i vari poteri, secondo la loro convenienza).

I Visconti, nella loro ascesa, si faranno arbitri nel destino di Milano, della Lombardia, e se pur per poco, di più lontane terre, anche il lago Maggiore sarà da loro raggiunto in modo stabile, dopo la vittoria di Ottone Visconti su Napo Torriani (1277). Da allora Angera, Lesa, Belgirate, poi Stresa (in parte), Arona, Intra, Cannobio, Luino e Laveno passeranno sotto la signoria del"biscione verde".

Non era stata vana l'esperienza comunale, così molte borgate del lago si erano date i loro statuti, cioè i loro interni regolamenti, che in qualche modo i Visconti e gli altri signori dovranno riconoscere.

Con la signoria dei Visconti infatti, coesistono sul lago altre locali signorie: talora in rappresentanza degli stessi Visconti: talaltra come esponenti di partiti (guelfi e ghibellini), in realtà, tendenti solo a conservare un privilegio acquisito con la forza o con l'astuzia, ed il tutto avviene nella formale obbedienza ai vari monarchi del sacro romano impero.

Il predominio dei Visconti dura fino a quando Filippo Maria Visconti, allora seriamente impegnato contro Venezia e Firenze, concede in feudo a Vitaliano Borromeo (1439), buona parte dei suoi domini sul lago.

Con atti successivi la signoria dei Borromeo si setende ulteriormente, frattanto gli svizzeri trattengono per se tutta la costa a nord di Cannobio e di Maccagno e per breve tempo anche Luino.

Con gli Sforza, la situazione sul lago non subisce importanti modifiche, poi nel 1535 tutto il Verbano entra a far parte dei possedimenti degli Asburgo di Spagna, i nuovi padroni del ducato milanese.

Non per questo cessa l'influenza delle singole famiglie gentilizie ed in particolare dei Borromeo, ma il fiscalismo degli spagnoli ed il loro malgoverno, modifica e mortifica l'economia di queste terre abbassandole alle più tristi condizioni, si aggiungano le carestie, le pestilenze per peggiorare la situazione. si avrà poi qualche miglioramento  quando agli Asburgo di Spagna si sostituiranno gli Asburgo d'Austria (trattato di Rastadt 1714),che cederanno poi la sponda occidentale del lago ai Savoia, con un intesa (1735) ratificata dal trattato di Worms.


Si giunge così al periodo napoleonico, prima il Verbano orientale, poi la sponda opposta vengono comprese nei nuovi ordinamenti politici dei Napoleone.  Tramontato il periodo napoleonico, il congresso di Vienna (1815), restaura la situazione precedente, la riviera di ponente torna ai Savoia e l'altra gli austriaci.

Durante il risorgimento si ebbero moti e fatti d'arme, ricordiamo la gloriosa giornata di Luino quando, il ferragosto del 1848, i garibaldini si opposero validamente ai soverchianti austriaci, poi le battaglie del 27/31 maggio 1859 a Cannobio ed a Laveno.Con lacostituzione del regno d'Italia del 1860, anche il lago si unisce alla madre partria.

Da allora il progresso di questa zona, iniziato con estrema lemtezza,dopo il malgoverno spagnolo e gradualmente accelerato, si fa imponente e generale, investendo ogni aspetto della vita, da quello economico, commerciale, artigianale (poi industriale) a quello culturale. Ciò anche come naturale riflesso delle condizioni dell'Italia settentrionale.

Il traforo del Sempione fu determinante per le fortune di questa zona, soprattutto per il versante occidentale del lago.

Superata la prima guerra mondiale, la seconda ebbe principalmente nelle montagne dell'Ossola, importanti centri della resistenza finale.

Amministrativamente oggi il lago è diviso in 3 provincie, Novara, Verbania e, sulla sponda opposta, Varese, mentre l'estremo nord del lago è Svizzero del canton Ticino.